Lot 98
  • 98

Gerolamo Induno

Estimate
100,000 - 150,000 EUR
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Description

  • Gerolamo Induno
  • Il ritorno dal campo
  • firmato e datato in basso a destra G.mo Induno 1869;
    reca sul retro cartellino con nota autografa: Soggetto Il ritorno dal Campo / commessomi dall'Egregio Signor / Giuseppe Bossi. / Gerolamo Induno / accademico della R. Accademia / di Milano / Milano 12 . Novembre 1869
  • olio su tela
  • cm 96 x 78,3

Provenance

Galleria Guglielmi, Milano

Condition

Painting on original canvas.From a first-hand inspection the varnish appears irregularly yellowed, a superficial abrasion (cm 1x1 circa) is visible between the leafs lower left hand side, craquelures more evident over the sky area and a tiny loss (mm 2) between the soldier’s right leg and the woman’s skirt. Abrasions with some minor losses due to the frame are visible along the edges, more evident along the top one.The ultra violet light reveals fluorescent varnish dishomogeneously spread over the surface.The overall condition as to the state of preservation is excellent.Opera in prima tela.Ad un primo esame si nota la presenza di una vernice fortemente ingiallita in modo irregolare, una leggera abrasione di circa cm 1x1 tra le foglie in basso a sinistra, craquelures più evidenti sul cielo ed una caduta di materia pittorica di mm 2 circa tra la gamba destra del soldato e l'abito della donna. Abrasioni con alcune perdite di materia pittorica lungo i bordi in corrispondenza della battitura della cornice, più evidenti sul bordo superiore.L'esame alla lampada di Wood evidenzia uno strato di vernice disomogeneamente distribuita. L'opera si presenta in ottimo stato di conservazione.
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Catalogue Note

Girolamo Induno fu fervente patriota. Partecipò ai moti del '48 a Roma, alla guerra di Crimea (1854-55) e, devoto garibaldino, seguì il suo generale in molte battaglie, riportandone schizzi e appunti che utilizzò per elaborare tele di soggetto militare. Nel 1859 fu promosso ufficiale e dopo il 1860 fece ritorno a Milano, dove rimase a lavorare nel suo studio. Divenne il pittore ufficiale dei soggetti patriottici, da quelli istituzionali - tra i quali ricordiamo La battaglia di Magenta (1861) e L'imbarco a Genova del generale Giuseppe Garibaldi (1860), entrambi al Museo del Risorgimento a Milano - a quelli più intimi, a lui più congeniali, ai quali appartiene il nostro Ritorno dal campo.
Secondo lo spirito del Realismo abbracciato da Induno la guerra non è fatta solo dalle gesta di celebri condottieri, ma soprattutto dai semplici atti quotidiani di anonimi soldati e dei familiari che attendono il loro ritorno. In La lettera dal Campo del 1859 e Il ritorno del marinaio del 1866-70 (fig.1), Induno racconta le storie di chi - troppo giovane o troppo anziano per partire – è rimasto a casa e legge con trepidazione le notizie provenienti dai campi di battaglia e chi, anche se ferito, è riuscito fare ritorno. In queste due opere il pittore indugia sugli aspetti più intimi della scena: il focolare domestico, povero, ma caldo e accogliente dove il soldato ritroverà i propri famigliari o il mantello ricamato della donna che prende sottobraccio il marinaio.
In Il ritorno dal Campo il pittore propone gli stessi temi: la giovane moglie indossa i suoi abiti più belli e ha portato con sé la figlioletta affinché possa subito riabbracciare suo padre; la giornata serena - che permette di scorgere le guglie del duomo di Milano sullo sfondo - crea un'atmosfera di gioia e serenità. La scena è osservata con profonda partecipazione, i piccoli gesti acquistano la capacità di commuovere, conferendo valore poetico e morale alla raffigurazione.
Il soggetto deve aver avuto una discreta fortuna dal momento che fu replicato dall'Induno in più occasioni. Una versione datata 1867 è pubblicata dal Nicodemi (G. Nicodemi, Domenico e Gerolamo Induno, Milano 1945, n.157) e un'altra di formato molto più ridotto (cm 29 x 17) è stata venduta da Sothebys' a Milano nel 2004 (22.800€). Come attestato dal cartellino vergato dall'Induno e applicato sul telaio (fig.2), l'opera qui proposta fu commissionata al pittore dal signor Giuseppe Bossi nel 1869.