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Giovanni Boldini
Description
- Giovanni Boldini
- L'isola di San Giorgio a Venezia
firmato e datato in basso a destra G.Boldini 1872
- olio su tela
- cm 32,8 x 46,4
Literature
E. Camesasca, L'opera completa di Boldini, Milano 1970, n. 23, pp. 92-93;
P. Dini, F. Dini, Boldini, Torino 2004, vol. III, n. 139, p. 88, illustrato in bianco e nero
Condition
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Catalogue Note
reca sul retro del telaio etichette con i numeri 195, 10428, 7176 e 7094;
reca sul retro due timbri parigini, uno non leggibile
La splendida Venezia che presentiamo si colloca cronologicamnte e stilisticamente ad un crocevia di diversissime influenze. Dopo il lungo soggiorno fiorentino, nel 1871 Boldini si recò a Londra su invito di William Cornwallis-West. Nella capitale britannica oltre a riscuotere un enorme successo di pubblico, conobbe la ritrattistica inglese di Gainsborough e Romney e le atmosfere rarefatte di Turner. Nell'autunno dello stesso anno si trasferì a Parigi, dove cominciò la proficua collaborazione con il mercante d'arte Goupil.
La Maison Goupil aveva un'impostazione di stile e contenuti molto precisa che a seguito del grande riscontro da parte della clientela aveva imposto alla propria scuderia di artisti. La richiesta era di soggetti ispirati alla tradizione pittorica francese del XVIII secolo, leggeri, preziosi, ricchi di dettagli e spesso decisamente leziosi. Boldini aderì alle richieste della Maison, mantenendo un altissimo livello qualitativo grazie alle proprie superbe capacità e ad una certa indipendenza di stile e contenuti. Creò quindi capolavori che vedono spesso come protagonista la bella Berthe – la sua amante -, Versailles e interni sontuosamente arredati (cfr. T. Panconi, Giovanni Boldini: l'opera completa, Firenze 2002, pp. 40-41).
L'isola di San Giorgio a Venezia, sebbene datato 1872, si discosta dai soggetti tipici di questo periodo e soprattutto da quello stile cesellato e prezioso, per recuperare la pennellata più semplice e compendiaria degli esordi fiorentini, un'impostazione prospettica basata su diagonali tipiche dei paesaggi toscani e rapporti tonali sobri e misurati ammorbiditi da una vaporosità atmosferica forse influenzata dall'incontro con l'opera di Turner.
Boldini dipingerà Venezia a più riprese durante tutto il suo percorso artistico, allontanandosi però dalla veduta composta, quasi classica, che presentiamo per dedicarsi a scorci più arditi e ravvicinati. Ritroveremo in alcuni casi le stesse gondole in primo piano (si vedano Gondole a Venezia del 1894 o Gondole alla Riva degli Schiavoni del 1914 circa), ma talmente vicine che quasi fanno fatica ad entrare nel campo visivo, risultando volutamente parziali, e non si incontreranno più la placida compostezza dell'Isola di San Giorgio, le acque appena increspate, il lento avanzare delle imbarcazioni che si possono ammirare in questa tela.