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Angelo Morbelli
Description
- Angelo Morbelli
- Pax (La stalla)
- firmato e datato in basso a sinistra Morbelli 1918
- olio su tela
- cm 73 x 120
Provenance
Collezione Roberto Morbelli, Casale Monferrato
Exhibited
Alessandria, Mostra degli artisti alessandrini dell'800, giugno 1940, XVIII, n. 37;
Milano, Famiglia Artistica, Angelo Morbelli, 1920-1921, p.13, n. 23;
Milano, Galleria Pesaro, Mostra Postuma di Angelo Morbelli, 1929-1930, n. 1;
Milano, Famiglia Artistica, Angelo Morbelli, 1949, n. 23;
Alessandria, Pinacoteca Civica, Mostra commemorativa di Angelo Morbelli, ottobre - dicembre 1953, n. 56;
Varese, Castello di Masnago, Morbelli & Morbelli, 1 aprile - 4 giugno 1995, p. 73, illustrato in bianco e nero
Literature
Archivi del Divisionismo, Roma 1968, vol. II, VI. 190, illustrazione 1508;
A. Scotti, Un itinerario pittorico di Angelo Morbelli nel Museo di Casale, Casale Monferrato 1995, p.4
Condition
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Catalogue Note
Morbelli - uno dei principali interpreti e sostenitori del Divisionismo – adottò la scomposizione del colore tramite filamenti materici dall'inizio degli anni '90, sviluppando e approfondendo la nuova tecnica attraverso sperimentazioni e letture scientifiche; basti ricordare i saggi di Bellotti, Helmoltz, Rood e Guaita, ai quali si avvicinò probabilmente consigliato da Vittore Grubicy (cfr. G. Anzani, Morbelli e Morbelli Angelo & Alfredo, op. cit., p.14). Il pittore, tramite l'applicazione rigorosa dei più moderni studi sulla luce e grazie alla precisione e regolarità ottenute anche con l'uso di un particolare pennello a tre punte da lui stesso costruito, arrivò a "trasformare i pigmenti colorati in un ordito di vibrante diffusione luminosa e di ariose penombre, con un calcolato studio di rifrazioni e riflessi" (cfr. A. Scotti, Angelo Morbelli: il teorema della scomposizione, in Divisionismo italiano, catalogo della mostra, a cura di G. Belli, Trento 1990, p.167).
Morbelli non abbandonò mai – se non talvolta nell'ultima produzione – la tecnica che tanto aveva perfezionato e così rispondente alla sua formazione positivistica, che gli permetteva la realizzazione di opere estremamente intimistiche, ma sostenute da un'estrema finitezza di esecuzione.
Pax, realizzato l'anno prima della morte, è una sintesi della tecnica, dei temi e dei motivi iconografici dell'artista. La divisione è presente nella sua versione più matura e raffinata, con eleganti accostamenti di marrone, azzurro, blu, viola e bianco. La veduta d'interno con la finestra a mezzaluna è quella già utilizzata in Mi ricordo quand'ero fanciulla (Entremets) del 1903, anche in questo caso affiancata da altre aperture che forniscono ulteriori fonti di luce. La bassa volta scandita da contrafforti si ritrova in Stalla in Lombardia (fig.1), un'opera esposta a Londra nel 1888 e nota solo attraverso l'illustrazione del relativo catalogo. Il tema della maternità in fine era stato ampiamente trattato da Morbelli nella sua produzione degli anni '90 e nel nostro caso è declinato nel raffronto tra maternità umana e animale tanto caro a Millet e ai pittori di Barbizon e che ebbe molta fortuna anche in Italia, come testimona il celebre dipinto di Segantini Le due madri (cfr. A. Scotti, Angelo Morbelli, Cremona 1991, p.25).