"I rarely use the traditional tools of painting, I don't do paintings. I have a sense of rejection at the idea of painting a canvas, there is a sense of futility, of inadequacy, almost a betrayal. I think about painting in other ways. I have never posed the problem of abandoning or returning to painting, I consider myself a painter who does not paint. I consider myself a painter because what I do originates from a tradition, it continues and lives within that tradition.
There is something very beautiful in the act of doing a painting, like an eternal sacred icon, but I have never done a single painting. It was never painting a painting, inside a painting, that was the stimulus, but putting a work in space, like an icon nailed to the sky, inside the living body of space, inside the anguish and feeling of space. A work like an aurora borealis that is the breath, the diastole and systole of the cosmos. This is what painting is for me."
Claudio Parmiggiani


"Raramente uso gli strumenti tradizionali della pittura, non faccio quadri. Ho come un senso di rifiuto all’idea di dipingere un quadro, c’è come un senso di inutilità, di inadeguatezza, quasi un tradimento. Penso alla pittura attraverso altre vie. Non mi sono mai posto il problema dell’abbandono o del ritorno alla pittura, mi considero un pittore che non fa della pittura. Mi considero un pittore perché quello che faccio ha origine da una tradizione, continua e vive dentro quella tradizione.
C’è qualcosa di molto bello, nel gesto di dipingere un quadro, come un’icona sacra per sempre, ma non ho mai dipinto un solo quadro. Non è mai stato dipingere un quadro, dentro un quadro, lo stimolo, ma mettere un’opera nello spazio, come un’icona inchiodata al cielo, dentro il corpo vivo dello spazio, dentro l’angoscia e il sentimento dello spazio. Un’opera come un’aurora boreale che è respiro, diastole e sistole del cosmo. Per me dipingere è questo."
Claudio Parmiggiani